Ascoltare il colore, vedere i suoni

 

Puoi considerare quanto leggerai come un foglio denso di annotazioni che potranno tornarti utili.

La domanda è: sai cos’è la sinestesia?

Noi non sapremmo da dove cominciare per affrontare questa tematica ed in realtà, in questo post, vogliamo solo darti un assaggio visivo che ti sia da spunto per approfondire questa affascinante dimensione; esistono già innumerevoli fonti da consultare liberamente sul tema. Questo video in spagnolo è molto comprensibile e aiuta a dare una forma a ciò di cui stiamo parlando.

Su “I sensi delle arti: sinestesie e interazioni estetiche” si legge:
«Sinestesia», in base alla sua etimologia greca – syn, insieme; aisthánesthai, percepire – significa «percezione simultanea». (…)

Si verifica attraverso l’accostamento di sensazioni diverse provate contemporaneamente dallo stesso individuo. Immagina cosa possa scaturire dall’associazione tra due diverse sfere sensoriali: un colore può farci venire in mente un sapore e viceversa: “ha un sapore verde acido” = è acre. Oppure possiamo sentire il suono di un’immagine o assaporare un cibo il cui sapore ha l’odore di qualcosa che ci viene in mente.

Ti appare un labirinto? Resta difficile comprendere cosa si provi, per chi non ne ha mai avuto idea.

Ci vengono in aiuto le parole e, per deformazione professionale, ci ancoriàmo ad alcuni esempi.  Sappiamo che ogni parola viene recepita dal cervello come un’immagine, ancor prima di prima di attribuirle un significato, a maggior ragione se non ne ha uno. Hai mai sentito  parlare dell’esperimento Takete e Maluma o dell’esperimento Bouba/kiki? Guarda le immagini qui in basso. Pensa: a quale forma assoceresti la parola Takete e a quale Maluma?

Takete, maschile, ci apparirà tagliente, combattivo e, se pensiamo alla sua componente scritta, al suo lettering, ci verrà facile immaginarlo scritto con le caratteristiche che la parola, il suo suono ci suggeriscono: in modo spigoloso. Pensiamo adesso alla parola maluma: è femminile, protettiva, mammaria. Le associamo una forma morbida. Se dovessimo immaginare questa parola scritta sarebbe caratterizzata da molte curve.

Se vuoi approfondire la questione, trovi una traccia dell’esperimento sulle parole takete/maluma qui: lo conoscevi già?

Guarda anche questo lavoro: in qualche modo ci arriva un miscuglio di sensazioni, un incrocio di esperienze tattili, olfattive, visive che si intersecano.

Infine, una chicca: patatap, ovvero come intripparsi con allucinazioni sinestesiche pigiando sulla tastiera del pc. Buon divertimento!